Armir Wegner a Stromboli.

Questa foto dell’archivio personale di Joe Jo Bass raffigura il mulino in zona S. Bartolo a Stromboli dove abitò negli anni ‘50  Armin Wegner con la sua compagna Irene Kowaliska, una ceramista polacca. Wegner fere ristrutturare il mulino facendone la sua residenza col nome la “Torre dei sette venti” ed Irene la decorò con le sue ceramiche e proprio su una di queste ceramiche scrisse il nuovo nome della casa. Ancora oggi la casa appartiene alla famiglia Wegner ed in particolare al figlio di lui, Misha..

Ma chi era Armir Wegner e perché lo ricordiamo nell’Archivio storico eoliano? Armin Theophil Wegner (Elberfeld 16 ottobre 1886 – Roma 17 maggio 1978) è stato un militare paramedico tedesco nella guerra mondiale del 1915-18, scrittore, fotografo e attivista per i diritti umani del popolo armeno quando combattè nell’Impero ottomano denunziando le atrocità compiute e fotografò il genocidio di quel popolo. Infatti le sue foto documentano la loro drammatica situazione  e, oggi, rappresentano «il nucleo della testimonianza delle immagini del genocidio».

Negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, Wegner ha anche manifestato la propria opposizione, a rischio della propria vita, alle politiche anti-semitiche del nazismo.. Nel 1933, ha scritto un appassionato appello Hitler a  nome degli ebrei residenti in Germania.  Per questo venne perseguitato dai nazisti: arrestato dalla Gestapo,, imprigionato e torturato, fu successivamente internato nei campi di concentramento nazisti, tra gli altri a Oranienbuorg, Börgermoor e Lichtenburg.  Dopo il suo rilascio fuggì in Italia, dove assunse lo pseudonimo Percy Eckstein per nascondere la sua identità. Vi sarebbe giunto nel 1936, con permanenze a Vietri dove incontrò Irene Kowaliska che vi aveva un laboratorio di ceramica, a Potenza,a  Positano, a Stromboli e poi, dal 1956, a Roma.

Wegner è stato insignito del più alto Ordine al Merito dal Governo Federale Tedesco nel 1956. Nel 1962 la sua città natale, Wuppertal, gli ha conferito il prestigioso premio Eduard-Von-der-Heydt. Nel 1967 gli fu attribuito il titolo di  Giusto fra le Nazioni di Yad Vashem. Un anno dopo, è stato invitato in Armenia dal Catholicos di tutti gli Armeni e insignito dell’"Ordine di San Gregorio l'Illuminatore"

Wegner è morto il 17 maggio 1978 a Roma all'età di 91 anni. Parte delle sue ceneri sono state in seguito portate in Armenia per essere onorate con un funerale di Stato postumo preso la Fiamma Eterna del Memoriale del Genocidio Armeno e parte furono disperse nel vento di Stromboli.

È ricordato come «il solo scrittore nella Germania nazista che ha alzato la sua voce in pubblico contro la persecuzione degli ebrei». Non si era mai sentito a casa propria in Germania dopo la sua fuga nel 1930, e aveva vissuto il resto dei suoi giorni in Italia. A Stromboli, sul soffitto della sua stanza di lavoro sono incise queste parole: «Ci è stato affidato il compito di lavorare a un’opera, ma non ci è dato di completarla». Sulla sua tomba è scritto:

Ho amato la giustizia e odiato l'iniquità
Perciò muoio in esilio.

Armir Wegner in gioventù

Nell'allegato pubblichiamo il bel ricordo che di lui ha scritto Rodolfo Casadei sul settimanale “Tempi” e quello di  Pietro Kuciukian, Voci nel deserto, Giusti e testimoni per gli armeni, Guerini e Associati, Milano 2000, pag. 157 e ss.  (cliccare sulla scritta)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Armir Wegner nella vecchiaia

  

La casa si fasmiglia in Germania e la targa ricordo

Si ringraziano per le notizie e le immagini Salvatore Agrip, Joe Jo Bass e Massimo Ristuccia.

Theme by Danetsoft and Danang Probo Sayekti inspired by Maksimer