DOCUMENTO: 13 febbraio, S.Bartolo dei pescatori e l'asta dello stendardo

di Aurora Beninati

S.Bartolomeo, santo patrono degli eoliani, viene festeggiato quattro volte nel corso dell’anno, ogn’una ancorata ai quattro elementi:
13 Febbraio - S. Bartolo protettore dei pescatori- elemento acqua
05 Marzo - S.Bartolo protettore dei contadini - elemento terra
24 agosto - S.Bartolo patrono dell’isole eolie (vulcani) - elemento fuoco
16 novembre - S.Bartolo protettore dai terremoti - elemento aria

Il 13 febbraio, in occasione della festività in onore di S.Bartolomeo dei pescatori, si assiste ad un particolare appuntamento, l’attesa asta pubblica dello stendardo, conteso dalle famiglie dei pescatori più in vista dell’isola e che verrà portato in processione da un esponente del gruppo aggiudicatario.
Una cerimonia tra il folcklore ed il sacro, che ha radici lontane.
Correva l’anno 1902, il capitano marittimo Giuseppe Virgona, al comando del suo veliero dirigeva la prora verso l’America traportando un carico di prodotti tipici eoliani: “passulina”, capperi e malvasia.
Durante la traversata fù investito da una tempesta che martoriò il suo “legno” costringendolo a gettare in mare il prezioso carico.
Il cielo s’oscurò e le onde s’ingrossarono mettendo a dura prova l’equipaggio e la fede di salvezza del capitano.
Un’onda più grossa s’abbattè sul vascello disperdendo in mare la ciurma e facendo cadere, dentro una cassa il comandante, che riportò gravi traumi alla spina dorsale.
Impossibilitato a muoversi e ormai certo della sua imminente fine, pregò S.Bartolomeo al quale affidava la sua anima. Contro ogni logica previsione, riusci a salvarsi, benché rimasto totalmente paralitico e ritornare alle sue amate isole.
Dopo un lungo periodo, proprio quando, oramai, si era rassegnato alla sua misera condizione, in una notte come le altre, gli venne in sogno il Santo Patrono che gli disse: “ Peppinu, susiti e camina”. Peppino indugiava, costringendo il Santo a ripetere tre volte l’invito. Peppino, quindi, pervaso da una forza sconosciuta, si sentì spinto e si alzò riprendendo a camminare.
Il miracolo suscitò fermento nell’isola e una grande massa di persone si recò in Cattedrale per onorare il Santo Patrono
Da quell’istante, “Peppino” decise di dedicare la sua esistenza a S.Bartolomeo e la Cattedrale di Lipari reca i segni indelebili della sua immensa devozione. Comprò lo stendardo, dando inizio alla tradizionale “asta” ancora oggi in voga.
In Cattedrale, alla sinistra della statua di S.Bartolomeo è ancora visibile una lapide a memoria che recita:
“Ad imperitura memoria di Giuseppe Virgona, Capitano marittimo che, con offerte pazientemente raccolte e scrupolosamente amministrate, dotò questa Cattedrale di artistica Via Crucis, di grande organo liturgico, di suppellettili sacre e di altre innumeri opere, rendendosi benemerito della chiesa liparese e del popolo eoliano”

Divenne Tesoriere della Cattedrale ed il suo nome fù tramandato ai posteri come “uomo giusto perché uomo di grande fede”
Morì il 9 febbraio 1940 alla venerabile età di 94 anni.

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