DOCUMENTO: Antonello e le Eolie, la crocifissione di Sibiu di Lina Paola Costa e quella di Anversa.

 

Antonello e le Eolie. La crocifissione di Sibiu, di Lina Paola Costa

 

La Crocifissione, particolare con le Eolie.

Antonello da Messina, soprannome di Antonio di Giovanni de Antonio (Messina, 1429 o 1430Messina, febbraio 1479), è stato un pittore italiano. Fu il principale pittore siciliano del '400, raggiunse il difficile equilibrio di fondere la luce, l'atmosfera e l'attenzione al dettaglio della pittura fiamminga con la monumentalità e la spazialità razionale della scuola italiana. I suoi ritratti sono celebri per vitalità e profondità psicologica.

Durante la sua carriera dimostrò una costante capacità dinamica di recepire tutti gli stimoli artistici delle città che visitava, offrendo ogni volta importanti contributi autonomi, che spesso andavano ad arricchire le scuole locali. Soprattutto a Venezia rivoluzionò infatti la pittura locale, facendo ammirare i suoi traguardi che vennero ripresi da tutti i grandi maestri lagunari, come apripista per quella "pittura tonale" estremamente dolce e umana che caratterizzò il Rinascimento veneto. ( da Wikipedia).

 

 

 

 

 

Fra le crocifissioni di Antonello ci sono anche quelle (sue o della sua scuola oa lui attribuite) che non hanno per sfondo le Eolie come questa che mostriamo qui di seguito e che si trova ad Anversa:

La Crocifissione è un dipinto olio su tavola di tiglio (59,7×42,5 cm) di Antonello da Messina, datato al 1475 e conservato nel Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa.

L'opera è firmata e datata sul cartiglio che si trova su un'asse spezzata piantata in basso a sinistra.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

La croce di Gesù campeggia al centro della composizione, secondo le forme canoniche delle Crocifissioni, mentre ai lati si trovano i due ladroni crocifissi su rami tortuosi, che gli fanno assumere posizioni contorte che stridono con la silente compostezza del Cristo. In primo piano si trovano i dolenti, Maria e san Giovanni, colti in un momento di preghiera e di composto dolore. Attorno ad essi si trovano numerosi dettagli simbolici, come i teschi, il gufo, le serpi, tutti oscuri presagi di morte.

Lo sfondo è composto da un paesaggio con un lago che si perde in lontananza, popolato da numerosi animali e tracce della presenza umana, come le rovine di un edificio antico, un castello, delle mura abbandonate. Si tratta di richiami al mondo classico che all'epoca erano frequenti nelle rappresentazioni dell'Italia settentrionale, infatti nel 1475 Antonello si trovava a Venezia.

L'iconografia proviene da un modello nordico, con un'apertura parziale al paesaggio di tipo veneto che si paleserà meglio in opere immediatamente successive, come la Crocifissione di Londra. I personaggi risultano attivi nella scena e l'uso dei dettagli è più curato e, per certi versi, distraente.

Recenti studi su alcuni paesaggi di Antonello (2010) mettono in evidenza che il paesaggio della crocifissione potrebbe essere ispirato dalla reale visione dello stretto di Messina dalle colline della valle del torrente Camaro, corso d'acqua abbastanza importante che sfociava nello stretto.(da Wikipedia).

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