I servizi sociali nelle Eolie negli anni 70

La qualità della vita nelle isole

L'ospedale di Lipari.

Nel momento in cui, nel bene e nel male, l’economia eoliana si mette in moto, quale è la situazione più complessiva della qualità della vita nell’arcipelago? Come si presentano in particolare due servizi cruciali come il sistema scolastico e  quello sanitario? In linea generale possiamo dire che proprio la strutturazione dell’arcipelago molto frammentata in isole e borgate produce due effetti : la polverizzazione dei servizi scolastici e la concentrazione di quelli sanitari con il risultato che i costi gestionali finiscono col non ripagare i “ricavi sociali”.

A metà degli anni ‘80[1] le distanze  tra le isole e le regioni vicine si era significativamente ridotta per via dell’introduzione di aliscafi veloci, con un effetto positivo sull’isolamento ma non sull’emarginazione soprattutto delle isole minori che non avevano collegamenti giornalieri ed in inverno spesso rimanevano, e rimangono, isolate a causa delle avverse condizioni meteo marine. Particolare era la situazione di Alicudi il cui centinaio di abitanti,  non avendo l’isola ancora l’approdo per gli aliscafi, accadeva che rimanesse isolata anche per lunghi periodo.

Cominciamo col servizio scolastico che è quello che si modella sulla intelaiatura degli insediamenti abitativi che nell’arcipelago erano 19 centri abitati e 16 nuclei e, soprattutto per la scuola elementare che è quella che deve cercare di offrire un servizio il più possibilmente generalizzato, la frammentazione diventa praticamente polverizzazione.

 

Il sistema scolastico

 

Per l’anno scolastico 1984-85 le scuole materne funzionanti nell’arcipelago risultavano essere 13 con 19 sezioni e queste erano presenti in tutte le isole, esclusa Alicudi. L’isola di Lipari contando 250 alunni sui 398 dell’arcipelago deteneva oltre il 45% delle scuole e quasi il 60% delle sezioni. Tutti gli alunni iscritti figuravano frequentanti, ma non tutti erano ospitati in plessi scolastici : solo 4 scuole ( 8 sezioni) occupavano insediamenti scolastici, le restanti 9 (11 sezioni) erano sistemate in case private. Le aule erano sufficienti ma non per tutte era soddisfacente l’indice di affollamento - cioè il numero di studenti per aula -, specialmente in alcune delle sezioni collocate in case private a causa della modesta ampiezza delle stanze. Insufficiente risultava essere anche il livello di igiene, soprattutto nelle scuole materne delle piccole isole, dove il personale ausiliare era solitamente assunto con contratto a termine, per cui per periodi di tempo anche non brevi non essendo sempre tempestiva la nomina questo aspetto finiva per essere trascurato.

Più complessa era naturalmente la situazione  delle elementari perché le scuole cercavano di raggiungere anche luoghi abitati abbastanza periferici. Magari, sotto forma di pluriclasse, come Monte Pilato, Serra e S. Margherita a Lipari e Lingua e Rinella nell’isola di Salina. Anche nelle restanti isole – con l’eccezione dei centri di Malfa, Leni e S. Marina Salina, che sommavano 13 classi – prevalevano le pluriclassi. Non mancavano scuole  con aule piccole, spesso umide e buie, e frequenti erano i casi in cui i servizi igienici erano rudimentali e sistemati all’esterno. Oltre il 50% delle scuole elementari si trovavano in case private. L’indice più elevato di affollamento apparteneva alla scuola elementare di Lipari centro (18,64), seguita da Lipari Canneto (12,64) e da Malfa(11,2). Gli indici di affollamento delle aule nelle pluriclassi delle case private si mantenevano inferiori a 10. La situazione igienico sanitaria presentava i medesimi caratteri di precarietà delle scuole materne.

Differente era invece la situazione per le scuole medie dell’obbligo. Ad Alicudi, Filicudi, Panarea ed Acquacalda di Lipari non vi erano scuole medie ma venivano organizzati, per i pochi ragazzi residenti, dei Centri di Preparazione Esami (C.P.E.), cioè delle pluriclassi affidate ad un insegnate unico o a due docenti che da novembre a maggio preparavano gli alunni agli esami. A Lipari centro risultava attivo anche un corso sperimentale per lavoratori. Anche nelle scuole medie  inferiori l’indice di affollamento si manteneva abbastanza basso con punte massime a Lipari centro (20,58) e con il minimo a Pianoconte (10). Qui la presenza di 37 alunni non frequentanti su 616 iscritti metteva in mostra che dopo i dieci anni, cominciavano ad avvertirsi condizionamenti di ordine  economico legate a forme di lavoro minorile e chiusure di tipo sociale e culturale come la scarsa considerazione nelle famiglie più popolari dell’elemento istruzione.

La scuola elementare di Lipari

Le scuole medie superiori comprendevano un Istituto Tecnico Commerciale per Geometri e un Liceo Scientifico entrambi a Lipari e confermavano la funzione polarizzante esercitata da questo centro urbano sull’intero arcipelago. L’indirizzo per ragionieri era il meno recente ed il più frequentato; nell’anno scolastico 1984-85 rappresentava il 71% dell’intera popolazione scolastica superiore. I due indirizzi tecnici erano ospitati nel medesimo plesso scolastico originariamente  costruito per una sezione dell’indirizzo ragionieri. Le cinque aule erano state suddivise in due vani ciascuna e successivamente altre stanze erano state “convertite” in aule, senza riuscire a superare la cogestione. Il Liceo era di più recente attivazione non era ancora autonomo ma operava come sezione distaccata del Liceo di Milazzo. Era composto da una sola sezione  ed accoglieva il 12% della popolazione scolastica superiore. La scuola, ospitata in locali di proprietà comunale, si presentava in scadenti condizioni ed era sprovvista di ogni infrastruttura di base ( palestra, laboratori, biblioteca…).

 

Il servizio sanitario

 

Il servizio sanitario nelle isole Eolie era affidato alla Usl 44 e coincide con l’arcipelago. La deroga al numero minimo degli abitanti di riferimento è derivata proprio dalle peculiarità della vita insulare. E proprio la deroga al tetto di 30 mila abitanti, ha portato a concentrare nell’isola di Lipari i servizi sanitari primari come l’ospedale – il nuovo Ospedale civile di via San’Anna era stato inaugurato il 28 ottobre 1940 in pieno periodo bellico - e il pronto soccorso mentre nelle altre isole si provvedeva all’assistenza sanitaria di base tramite le guardie mediche. Il servizio sanitario ruotava di fatto intorno al presidio di Lipari attrezzato con cinque reparti – medicina generale, malattie infettive, chirurgia, ginecologia e ostetricia, pediatria e neonatologia –, due servizi – anestesia e pneumologia -, tre sezioni – emodialisi, radiologia e analisi cliniche- ed una dotazione di 150 posti letto.

Per la situazione delle altre isole risultavano funzionanti 10 ambulatori attrezzati per servizi di primo intervento e di medicina di base, ma questi non corrispondevano  ad altrettanti posti di guardia medica: a Salina, per esempio, vi era un solo medico per tre ambulatori, mentre a Stromboli due medici per due ambulatori poiché fra il centro principale e il nucleo di Ginostra non c’è collegamento via terra.

Questo tipo di struttura che riscontro aveva sulla qualità della salute degli eoliani? L’indagine a cui abbiamo fatto riferimento assumeva i dati di mortalità come primo indicatore.E questo tasso nel 1984  nelle Eolie era del 9 per mille e quindi nei limiti della normalità. A Lipari risultavano sette decessi per “liparosi”, una malattia che ancora nel 1984 colpiva i lavoratori della pomice anche se in misura minore del passato.



[1] Facciamo riferimento ai dati della ricerca di cui disponiamo e cioè quella dei professori A. Pipino e C. Cavallaro “I servizi sociali bell’arcipelago eoliano: istruzione e sanità attraverso l’uso di indicatori”, in, L’approccio interdisciplinare nelle ricerche sull’arcipelago eoliano, a cura di G. Giavelli e A. Moroni, 1987 Parma pp. 105- 116

 

 

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