Il Governatorato inglese

 

 

Lo sbarco degli inglesi

La guerra era ormai agli sgoccioli. La notte fra il 9 e il 10 luglio 1943 le truppe alleate sbarcano  nei pressi di Gela  e cominciano a dilagare per la Sicilia. Palermo fu occupata il 22 luglio ed il 3 agosto gli americani entrarono a Catania. Il 17 agosto, martedì, capitolò Messina e lo stesso giorno, alle 12 e 30, gli inglesi sbarcarono a Lipari con tre mass ed un cacciatorpediniere  che operava nei dintorni. Scesero a terra ufficiali, marinai ma anche dei siciliani che si erano trasferiti in America da vari anni.

“Alla vigilia dello sbarco – racconta Renato De Pasquale - , ormai ritenuto imminente, ansia e paura si diffusero tra la gente, nella convinzione peraltro che il nemico avrebbe fatto razzìa di tutto. E così furono parecchi coloro che si preoccuparono di nascondere o addirittura sotterrare denaro, preziosi, argento e quant’altro si riteneva opportuno fare scomparire. Ma poi la paura si mostrò infondata. La truppa da sbarco era composta da un capitano e pochi soldati. La popolazione fu semplicemente invitata a denunciare e depositare presso i Carabinieri ogni tipo di arma posseduta. E così in caserma vennero ammassati vecchi fucili, revolver, sciabole. Più cimeli che vere armi”[1].

A dire il vero un’azione di saccheggio ci fu ma fu opera di liparesi che pensavano sia di approfittare della confusione sia di acquisire meriti verso gli occupanti. Non mancarono i fatti folkloristici. Così un maresciallo della polizia salì sulla gip degli inglesi e invitava i locali a festeggiare, mentre  la guardia del semaforo  mise la divisa americana e scese al porto di Lipari ad accogliere i vincitori. Fra la gente che  assisteva ci fu anche chi gridò “Abbasso l’Italia viva l’America”.

 

Il governo del colonnello Jeo

 

Il colonnello Jeo giunse il 24 agosto e prese possesso del Municipio assumendo i pieni poteri e governando per circa nove mesi sino al 12 maggio del 1944 quando lasciò l’isola.

Ma ancora prima il 23 agosto egli ebbe a conoscere la determinazione degli eoliani quando un motoveliero ruppe il divieto di navigazione senza autorizzazione e si recò a Milazzo al comando alleato per chiedere i viveri per una popolazione ridotta allo stremo e  sul  bastimento c’erano tutte le autorità dell’arcipelago.

Era stato il signor Salvatore Bonica ad avere l’idea. La gente era affamata ed a Lipari non c’era più niente da mangiare. Andò da mons. Re e chiese il suo aiuto. Bisognava approntare un mezzo di trasporto ed andare direttamente al comando. Non occorsero molte parole per convincere il vescovo che chiamato un giovane seminarista, Alfredo Adornato, per farsi accompagnare, andarono prima dal dott. Ugo Sclafani che era il commissario prefettizio al Comune e poi dal comandante del Rolando, il capitano  Francesco Piluso.

 

“E se quella pattuglia di inglesi che sono arrivati pochi giorni fa, ci fermano?”, chiese il Piluso.

 

La missione del Rolando a Milazzo
 

“Isseremo sul pennone del Rolando la bandiera pontificia “ disse il vescovo e fece cenno al Bonica che l’aveva ripiegata in un pacchetto che portava gelosamente sotto il braccio. E così con la bandiera in testa portata dal Bonica e poi il Vescovo, il Commissario, don Adornato e il capitano Piluso il piccolo drappello andò al porto dove era ormeggiato il Rolando. Ed il veliero prese la rotta verso Milazzo con la bandiera sul pennone e sulla tolda disegnato il simbolo della Croce Rossa.

A Milazzo furono accolti con rispetto ma fu anche detto loro che un carico di viveri per le Eolie era già stato disposto e sarebbe arrivato il giorno dopo con le navi che accompagnavano il governatore Jeo. Un viaggio inutile? Assolutamente no. A Milazzo ci sono cinquanta soldati eoliani che da mesi cercano di tornare alle loro isole e non trovano un mezzo di trasporto. Loro interlocutrice si fa una professoressa napoletana che ha sposato un’eoliano e dopo mesi e mesi che non lo vedeva lo ha ritrovato fra questa schiera di reduci dispersi. Una parte di questi reduci aveva fatto come punto di raccolta la casa, dove la professoressa  Conti da un oltre un mese, era stata ospitata dal nostromo Bartolo Casamento, con i figli Caterina e Giovanni. Tra l’altro tra questi reduci, vi era lo straordinario prof. Nicola Monteleone, che aveva con sé il primo antibiotico, la penicillina, che usò per persone che ne avevano bisogno.

                                     

Due immagini della professoressa Vainicher Conti.

 

 

“Eccellenza, - dice la professoressa Conti[2] rivolgendosi a mons. Re – sono cinquanta giovani che non aspettano altro che tornare alle loro famiglie. Se ci fosse posto a bordo…”.

Il posto c’era ed il Vescovo fu ben felice di accoglierli sul Rolando. Saliti a bordo, questi giovani  se ne stavano sul ponte, uno a fianco all'altro, muti, increduli che il calvario era veramente finito. Ed era proprio la professoressa Conti che faceva la spola da uno all'altro rincuorando, esortando.

Il giorno dopo, 24 agosto, poco prima che in Cattedrale si desse inizio alla messa pontificale si sentirono dei colpi di cannone e subito dopo arrivarono con la notizia che una nave inglese stava entrando nel porto. Mons. Re capì subito che si trattava della nave con i viveri e rimandando di un’ora la messa solenne, scese al porto con la gente per accogliere le tanto attese vettovaglie.

“Il periodo del governatorato – a parte alcune assurde carcerazioni di nostri concittadini[3], forse vittime di qualche delazione – pur potendo essere considerato – osserva Renato De Pasquale -  [4]senza infamia e senza lode,  fu sempre un periodo di umiliazione che la sconfitta ci costrinse a subire[5]”.

 

Un contributo del governatorato: la scuola
 

Comunque alcune cose positive vanno ascritte a questo Governatorato nei pochi mesi che governò. L’aver tracciata la strada Canneto – Acquacalda che era una antica aspirazione e  aver pensato a rimettere ordine nel sistema scolastico eoliano.

Per la scuola, nell’ottobre 1943, il col. Jeo chiede la collaborazione  della professoressa Isabella Eller Vainicher  Conti . Napoletana di famiglia e di nascita, fin dal 1933, dopo che si era sposata con Riccardo Conti, la professoressa si era trasferita a Vulcano dove aveva creato la prima scuola elementare dell’isola, una scuola sussidiaria privata per i figli dei coloni, diretta e sostenuta solo da lei. “ Pensò essa stessa – scrive Giuseppe Iacolino– più tardi ad assicurare organicità a quella scuola e la necessaria continuità nel tempo affrontando la sua prima battaglia con i vertici della Provincia e coi ministeri[6]”.

Fu probabilmente  perché si era reso conto delle grandi doti organizzative e soprattutto della sua forte volontà che il Governatore inglese le chiese  di riorganizzare il sistema scolastico eoliano. Lo studio approfondito della situazione e delle esigenze della popolazione studentesca delle Isole, la portò a richiedere subito la soppressione dell’esistente Scuola di Avviamento Professionale e la creazione di una Scuola Media e di un Istituto Tecnico Commerciale, che lo stesso Governatore istituiva con Decreto A.M.G.O.T[7]. il 1 dicembre del 1943 e l’8 febbraio 1946 ne otteneva la Regificazione come Sezione staccata dell’Istituto “Jaci” di Messina. Nel 1948, poi questo Istituto otterrà la qualifica di Istituto Tecnico Commerciale statale ad indirizzo amministrativo e per Geometri.

Inenarrabili le avventure di quegli anni per ottenere il riconoscimento legale da parte del Governo Italiano al nuovo Istituto. …Con zaino in spalla e mezzi di fortuna – la ricorda don Alfredo Adornato -, traversava il tratto di mare Lipari-Milazzo con barche a remi per 18 ore e per 13-14 volte. Utilizzando i permessi AMGOT faceva anche da corriere ai carabinieri e riusciva ad unirsi anche ai carabinieri per traversare lo stretto di Messina e raggiungere Salerno, sede del Governo provvisorio, quando ancora si combatteva a Cassino”. Viaggiava in terza classe, dormiva su una panchina di legno nelle stazioni, mangiava un panino nelle sale d'aspetto delle stazioni.

“Il Colonnello Jeo , meravigliato di tanto coraggio e di tanta forza d’animo, ebbe a chiederla un giorno :”Ma dove trova la forza e l'energia per superare tante fatiche?” Ed ella riecheggiando la pagina evangelica, rispondeva “..Come fanno gli uccelli del cielo?..” fu la sua risposta. “Se in Italia – concluse il Governatore – molti fossero come lei, ben presto questo paese diventerebbe una grande nazione”[8].



[1] R. De Pasquale,  Il mio tempo, op. cit., pag. 59 e ss.

[2]Isabella Eller Vainicher Conti ha svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo socio-culturale delle Eolie. Nasce a Napoli il 15 gennaio 1906.. Isabella rimane orfana di madre in giovane età ed è colpita dalla poliomelite, passerà molto tempo ingessata, seduta su una poltrona. Da autodidatta consegue il diploma magistrale e in seguito anche la licenza liceale scientifica. Si iscrive alla facoltà di Scienze Naturali dell’Università di Napoli conseguendo la laurea.

Durante una spedizione scientifica universitaria nel 1929 a Vulcano conosce Riccardo Conti che si occupa dell’estrazione dello zolfo e che insieme al fratello Attilio aveva realizzato una teleferica che serviva al trasporto dello zolfo dal cratere.  Si sposeranno il 15 febbraio 1933 e Isabella dopo il matrimonio si trasferisce a Vulcano dove dà vita ad una scuola elementare sussidiaria per i figli dei coloni. Quando chiude la fabbrica di zolfo nel corso degli anni 30, Isabella inizia a insegnare lontano dalle isole mentre il marito è chiamato in guerra e deve partire. Rientra a Lipari alla fine dell’anno scolastico 1942/43 attraverso un viaggio avventuroso nell’agosto del 1943 e poco dopo avrà l’incarico dal Governatore inglese Jeo di riorganizzare le scuole delle Eolie. A partire da quegli anni è impegnata in tante iniziative sociali e culturali per le quali spende la propria esistenza insieme alle cure per la propria famiglia che va crescendo..     

Diventa componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Provinciale per l’istruzione tecnica, Consigliere comunale di Lipari, creatrice della Sezione per le Isole Eolie del Centro Ecologico Italiano. Nel campo del turismo, nel 1947 fonda la prima “Pro-Eolie” premessa per la istituzione dell’Azienda di Soggiorno e Turismo. Si occupa anche di archeologia ed a questo proposito ”è stata dal 1947 – ha detto di lei Luigi Bernabò Brea - la più attiva e fattiva collaboratrice della Soprintendenza nel complesso di scavi e di ricerche…Per suo esclusivo merito sorse il primo nucleo di un Antiquarium eoliano, della cui conservazione onoraria essa ricevette incarico ufficiale dal Ministero”.

[3] Il 25 settembre furono tratti in arresto perché imputati di propaganda fascista Lino Carnevale, Checchino Vitale, Ninì Fiorentino, Attilio Maggio. In seguito furono arrestati anche l’ing. La Rosa e altri.

[4] Per questo paragrafo oltre a R. De Pasquale, Il mio tempo, op. cit., vedi anche  A. Lo Cascio, Mons. Bernardino Salv. Re, vescovo cappuccino di Lipari, Messina  1977, pag.200-201; A. Adornato, Scritti e discorsi ecc., op. cit., pag 58-65.

[5] R. De Pasquale, Il mio tempo, op. cit., pag. 60.

[6]Giuseppe Iacolino, Gente delle Eolie, Lipari   1994, pag.53.

[7] L'Allied Military Government of Occupied Territories (AMGOT), in italiano Amministrazione militare alleata dei territori occupati, è stato un organo militare deputato all'amministrazione dei territori occupati dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale.

 

 

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