Il personaggio: Pentathlos

La versione di Diodoro siculo

 

Diodoro Siculo

Chi era Pentathlos?  Un personaggio di Cnido, antica città greca dell'Anatolia, situata nella regione della Caria di fronte ad Alicarnasso, fondata dai dori del Peloponneso. Di nobili origini, in quanto vantava una discendenza da Ippote padre di Eolo e da Ercole, scontento del governo tirannico del suo re decide, nel corso della 50.na Olimpiade (580-576 a.C.), con altri concittadini ed abitanti di Rodi  - probabilmente aggregatisi lungo il tragitto – di abbandonare la propria terra e viaggiare verso la Sicilia per fondare una colonia. La spedizione giunta a Capo Lilibeo si trova al centro di un conflitto fra Segestani e Selinuntini. Schierati con gli abitanti di Selinunte vengono sconfitti e nel combattimento muore Tentathlos. I superstiti con alla guida tre familiari del nobile deceduto decidono di tornare indietro prendendo però la via del Tirreno. Nel tragitto passano da Lipari la più grande delle isole Eolie, dove vengono accolti amichevolmente dagli indigeni discendenti di Eolo e si lasciano convincere a stabilirsi nell’isola. I componenti della spedizione fanno così vita comune con i cinquecento indigeni rimasti nell’isola. Poi, come abbiamo visto, per fare fronte ai pirati del Tirreno decidono di darsi una struttura comunitaria sia per quanto riguarda i beni, sia per la consumazione dei pasti. Dopo questa prima fase il comunitarismo si evolve: i terreni di Lipari vengono divisi mentre le altre isole vengono coltivate in comune. Quindi la terza fase: anche i terreni delle isole vengono ripartite e l’assegnazione viene fatta attraverso il sorteggio che viene ripetuto ogni vent’anni. Divenuti forti nei combattimenti sul mare, sconfiggono ripetutamente i Tirreni ed inviano in più riprese a Delfi decime consistenti prelevate al bottino.

Questa è la versione che dell’evento da Diodoro siculo[1] nel V libro della sua Biblioteca storica (V 9,1). Per la stesura di essa probabilmente ha attinto a Timeo[2], ed e è questa la posizione della maggior parte degli storici, mentre, secondo altri da Eforo[3], e comunque da una fonte non più tarda del IV secolo a.C.

 

La versione di Pausania

 

Eusebio di Cesarea

Un’altra versione, più succinta, è quella che ne dà Pausania[4] che nel X libro della sua Penegeresi della Grecia ( X 11,3) dedicato alla Focide dove parla delle statue votive che Lipari inviò a Delfi per ringraziare Apollo della vittoria riportata sui Tirreni nello scontro navale. Dando questa notizia Pausania aggiunge che i Liparesi erano una colonia di Cnido ( non dice niente dei Rodiensi),  il loro capo era Pentathols e fonte della notizia sarebbe Antioco di Siracusa[5] ed il suo libro Storia della Sicilia. A differenza di quanto dice Dionisio nel racconto di Pausania non si parla né della battaglia fra Segesta e Selinunte, né della morte di Pentathlos. I Cnidi, in questa versione, avevano fondato una città a Capo Palinuro ma erano stati cacciati dagli Elimi e dai Fenici ( Cartaginesi?) a seguito di un combattimento. Per questo avevano abbandonato bCapo Pachino ed erano andati ad occupare le isole Eolie. Pausania non sa riferire se queste isole fossero deserte o i Cnidi ne avessero caccdiati gli abitanti e quindi non parla né di accoglienza amichevole né di integrazione con gli indigeni. Aggiunge però che fondarono una città e la abitarono e oltre a Lipari coltivarono Hierà (Vulcano) , Strongyle ( Stromboli) e Didyme (Salina). Pausania da ancora due notizie: Che a Stromboli è visibile un fuoco che esce dalla terra e che a Vulcano parimenti un fuoco si accende spontaneamente sulla sommità dell’isola mentre, sulla sponda del mare, vi sono dei bagni caldi, eccellenti se sono affrontati con prudenza altrimenti è impossibile entrarvi per il calore.

Comunque al di là delle differenze, osserva Véronique Krings[6], vi sono nelle due versioni anche delle convergenze: entrambe insistono su Pentathlos; entrambe sono prioritariamente interessate alla colonizzazione delle Eolie; proprio per questo interesse prioritario per Lipari risulta che il passaggio per la Sicilia è trattato incidentalmente. Per quanto riguarda Pentatjlos sia che egli porti a termine la missione e giunga nelle Eolie, come sembra in Pausania; sia che soccomba nel corso degli eventi, come in Diodoro, egli comunque si muove come il protagonista.

 

La datazione di Eusebio

 

Dionisio fa risalire la fondazione al tempo della 50ma olimpiade e parla di una spedizione di Cnidi e Rodiensi; Pausania non dà date ma parla solo di Cnidi. Vi è una terza fonte, Eusebio[7] che fornisce una data diversa. Egli sposta la colonizzazione delle Eolie a cinquat’anni prima al tempo della 38.ma olimpiade (627/626). Anche Tucidite[8] parla della fondazione di Lipari, non fornisce date, ma, come Pausania, parla solo di Cnidi.

Allora? Qual è la versione più plausibile? Quando è stata fondata Lipari e chi l’ha fondata? Che ruolo ha avuto Pentatlos? Un contributo interessante per risolvere questo rebus lo ha fornito Lorenzo Braccesi[9] ed è l’ipotesi che abbiamo illustrato nel testo sulla fondazione. In questo caso Pentathlos non sarebbe il fondatore perché Lipari venne fondata nel 627/6 un tempo in cui probabilmente l’eroe cnido non era ancora nato. Pentatlhos partì da Cnido probabilmente con un grande progetto in mente: sottrarre se stesso ed i suoi compagni dalla tiannide ed andare a promuovere una esperienza nuova ispirata ai valori della solidarietà e della comunione dei beni. Può darsi che muoia a Capo Pachino o a Capo Lilibeo, può darsi che raggiunga Lipari. Comunque a Lipari il suo progetto prende corpo e mostra tutto il suo spessore ideale ma anche la sua efficacia. Infatti permette di avere la meglio sui pirati ed i Liparesi divengono un’autorità nel Tirreno.

 

Pentathlos personaggio storico o mito?

 

Tucidite

Ma Pentathlos è veramente esistito? Sulla scorta di una riflessione di Hornblower, la Krings[10] osserva che l’eroe cnido porta un nome – forse per l’assonanza con pentathlon -  per lo meno straordinario che spinge a pensare alla realizzazione di una grande performance, un “exploit”. E se colleghiamo questo con l’evento raccontato da Pausania, si potrebbe pensare che si sia  voluto costituire intorno alla fondazione di Lipari, una eccezionale battaglia navale (forse nei primi momenti della città) fra i Liparesi, coloni dei Cnidi, e gli Etruschi. Una rappresentazione della fondazione con un eroe come Pentathlos soffuso di leggenda? A proposito sempre del nome si potrebbe osservare che Pentathlos richiama da vicino la pentapolis cioè l’antica confederazione dorica composta da cinque città della Caria e delle isole vicine, fra cui Cnido e potrebbe rappresentare il mito dell'aspiraqzione alla libertà contro le tirannie..



[1] Diodoro nacque ad Agirio in Sicilia intorno al 90 a. C.. Viaggiò molto e , nel corso dei suoi viaggi, soggiornò a Roma dove cominciò a redigere la sua Biblioteca a partire dal 46 o 45 fino a circa il 30 a.C. Egli fu praticamente un assemblatore di opere precedenti, molte delle quali andate perdute come quelle di Timeo e di Eforo, e per questo è molto consultato dai ricercatori che trovano nei suoi scritti un gran numero di riferimenti soprattutto riguardanti la Sicilia. Ma il ricorso alle notizie da lui fornite avviene con molta prudenza e dove possibile, sempre accompagnata da altri riscontri. Rivolgendosi al pubblico del suo tempo infatti Diodoro intendeva sostenere alcune posizioni ideologiche, come il cesarismo,  che , come è riscontrabile,  hanno influenzato i suoi scritti.

[2] Timeo (Tauromenion, 350 a.C. circa – Siracusa, 260 a.C. circa) è stato uno storico greco antico siceliota. Era il figlio di Andromaco, fondatore e tiranno della città. Nel 316 a.C. la sua città venne conquistata dal tiranno di Siracusa, Agatocle e Timeo venne proscritto e visse a lungo ad Atene.Si dedicò alla scrittura di opere storiche, essendogli stata preclusa l'azione politica diretta.Per primo suggerì la possibilità di una datazione precisa degli eventi: liste cronologiche dei vincitori dei giochi Olimpici, confrontate con gli elenchi dei governanti delle varie città greche. Tale computo in base ai Giochi olimpici offrì il sistema cronologico di riferimento fino alla fine dell'antichità classica. Le sue Storie erano in 38 libri e trattavano l'Occidente greco, delineandone una storia dalle origini mitiche alla morte del suo nemico Agatocle nel 289. Dai 164 frammenti rimastici possiamo farci un'idea a grandi linee della struttura delle Storie, nonché dal fatto che esse costituirono una fonte fondamentale per la narrazione della storia occidentale in Diodoro Siculo.

[3] Eforo (Cuma eolica, 390 a.C.330 a.C. circa) è stato uno storico greco antico, incluso nell'elenco degli otto storici esemplari del Canone alessandrino. Nato a Cuma eolica, in Asia Minore, Eforo visse i suoi primi anni ad Atene . L'opera prima di Eforo fu la Storia Universale, redatta in 30 libri (anche se l'ultimo fu completato dal figlio Demofilo), che gestiva un periodo storico che andava dal ritorno degli Eraclidi nel Peloponneso (nel 1104 a.C.) fino alla guerra sacra del 356 a.C.,. Della sua Storia ci sono pervenuti brevi ma numerosi frammenti ed i riassunti che Diodoro Siculo inserì nella propria opera storica.

[4] Pausania, sembrerebbe vissuto sotto gli Antonini e che fosse testimone del regno di Antonino Pio (138-161) e Marco Aurelio (161-180). Sarebbe così nato intorno al 110, raggiungendo la piena maturità sotto i due successori di Adriano .Per quanto concerne la provenienza, si è pensato all'identificazione di Pausania con un omonimo sofista di Magnesia, in Lidia (Habicht), ma senza prove inoppugnabili, Poichè non fa alcun accenno a Commodo, cosa impossibile dopo l'ascesa al trono di questo sovrano dispotico, si ritiene che  sia morto nel 180 o poco prima.
Ha scritto la “Periegesi della Grecia”, un trattato storico-geografico in 10 libri che copre, in senso orario, quasi tutte le regioni greche. Cominciando, infatti, dall'Attica (I), l'autore passa poi a descrivere Corinto e l'Argolide (II), per concentrarsi sul Peloponneso: vengono, così, trattate Laconia e Messenia (III-IV), l'Elide, con un'ampia trattazione sulle Olimpiadi e sull'area del santuario di Zeus Olimpio (V-VI), l'Acaia, con un lungo excursus sulla colonizzazione greca arcaica (VII), e l'Arcadia (VIII).  Chiuso in un cerchio il Peloponneso, Pausania torna al nord-est della Grecia continentale, con la Beozia (IX) e, infine, con l'ampia trattazione della Focide e della zona di Delfi, per i greci "ombelico del mondo" (X).

[5] Antioco di Siracusa (420 a.C. – ...) è stato uno storico greco antico. Della sua vita non si conosce nulla.] Egli scrisse una Storia della Sicilia fino al 424 a.C. e utilizzato da Tucidide. Descrisse la colonizzazione dell’Italia e frequenti riferimenti all’opera di Antioco si trovano in Strabone e Dionigi di Alicarnasso. I frammenti rimasti sono rinomati per la loro accuratezza .

[6] Carthage et les Grecs c. 580-480 av.J.-C., Brill, Leiden- Boston – Koln , 1998, pag.30-31.

[7] Eusebio  di Cesarea (Cesarea in Palestina, 265Cesarea in Palestina probabilmente, 340) è stato un vescovo e scrittore greco antico, padre della Chiesa. Della sua vastissima produzione letteraria si ricordano la Cronaca (Chronicon), che venne considerata un archetipo per tutte le opere cronologiche seguenti e la Storia ecclesiastica che tratta dei primi secoli dello sviluppo del Cristianesimo. Nella stesura della Cronaca utilizzò, per quanto riguarda la storia dell'Egitto, le opere di Manetone ora perdute. Il riferimento alla fondazione della Lipari Cnida si trova nella seconda parte del Chronicon che  ci è pervenuta tramite la Cronaca (o Chronicon o Temporum liber).di San Girolamo. Anche questa è una cronaca universale. Fu composta attorno al 380 a Costantinopoli: L'opera contiene una cronologia di eventi della mitologia greca, basata sul lavoro degli studiosi ellenistici come Apollodoro, Diodoro Siculo ed Eusebio. Anche se le parti iniziali sono chiaramente non storiche, contengono comunque alcuni resti di eventi storici della Grecia micenea tarda dal XII secolo a.C. (R. Helm, Eusebius Werke 7: Die Chronik des Hieronymus, Die Griechischen Christlichen Schriftsteller der Ersten Jahrhunderte 47 ,1956; Alfred Schoene, Eusebi Chronicorum Libri. 2 vols. Berlin: Weidmann ,1875.).

[8] Tucidite. (Atene, ca. 460 a.C. – dopo il 397 a.C.) è stato uno storico e generale ateniese, uno dei principali esponenti della letteratura greca grazie al suo capolavoro, La Guerra del Peloponneso. Questo accurato resoconto sulla grande guerra tra Atene e Sparta (431 - 404 a.C.) è considerato - in termini di modernità - uno dei maggiori modelli narrativi dell'antichità.

[9] Cronologia e fondazioni coloniarie: Pentatlo, gli Cnidi e la fondazione di Lipari,Hesperìa.7, Studi sulla grecità di occidente, 1996.

[10] Op.cit., pag 18

 

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