Il portale di bronzo dell'entrata centrale alla Cattedrale di Lipari

 

Foto della eolnet srl(www.eolnet.it) per gentile consessione.

 

Il portale in bronzo dell’entrata maggiore della Cattedrale è stato inaugurato il 16 novembre 1981 e  raffigura quattro momenti importanti del legame di S. Bartolo con le Eolie: la grande ruina di Ariadeno il Barbarosssa del 1544; la creazione del monastero dedicato a San Bartolomeo da parte dell’Abate Ambrogio e dei suoi frati sul finire dell'XI secolo;l'arrivoa Liparidel corpo di San Bartolomeo il 13 febbrio del 263; la leggenda della nave miracolosa che giunge a Lipari a portare del grano quando i liparesi sono ormai allo stremo.

Per quanto riguarda il portale :

1 la prima scena rappresenta l’isola di Lipari data al fuoco da Ariadeno il Barbarossa ed intorno ad essa le navi saracene che le abbandonano portandosi via i dieci mila abitanti per la gran parte  in Turchia dove saranno venduti come schiavi. Dieci giorni resistono i liparesi e probabilmente la caduta fu dovuta ai dissapoi all’interno della cittadella.

2. La seconda scena rappresenta la fondazione della chiesa e del monastero dedicati a San Bartolomeo da parte dell’Abate Ambrogio e dei suoi benedettini che erano stati presi a Mileto (Calabria) da Ruggero il Normanno con l’idea di ripristinare a Lipari la antica diocesi ed assumere un punto di prestigio nei confronti del Papa. Nel portale è raffigurato il monastero sulla rocca fortificata.

3.  La terza scena rappresenta l’arrivo a Lipari del corpo di San Bartolomeo  riassunto in tre immagini: a) il supplizio in Turchia ( decorastus ad improbis),b) San Bartolomeo appare in sogno al Vescovo Agatone e gli dice che sta venendo a Lipari navigando nella sua bara ed approderà a Portinente  c) l’arrivo sulla spiaggia di Portinenti e le difficoltà di recuperare la bara dal mare: ci si riuscirà solo utilizzando per trainarla delle “giovenche caste”. Tenga conto che con ogni probabilità la data potrebbe essere quella reale come leggerà e che il vescovo Agatone è un personaggio storico e non leggendario. Su questo argomento recentemente ho pubblicato un libretto “ La religione nella Lipari antica”.

4. La scena è quello che racconta la tradizione. La popolazione di Lipari è affamata e proprio il giorno della festa dell’arrivo di S. Bartolomeo ( 13 febbraio) giunge a Lipari una nave miracolosa carica di grano capitanata da S. Bartolomeo e guidata dagli angeli. La verità storica purtroppo è molto diversa. Il 13 febbraio era la ricorrenza dell’arrivo a Lipari delle spoglie di S.Bartolomeo e la gente, come sempre nelle situazioni di pericolo, si affidava al patrono aumentando le invocazioni e le preghiere. Ed è proprio il 12 febbraio, vigilia della ricorrenza, si vide apparire all’improvviso  dinnanzi all’isola “una gran nave, la quale, quantunque combattuta da ogni parte dalli venti infuriati e flagellata dall’onde, non però cedeva punto allo sdegno degli elementi”. Il Campis descrive come il comandante cercasse in tutti i modi di indirizzare il vascello verso Milazzo o una spiaggia della costa tirrenica, ma inutilmente. Il vento consentì una sola manovra, quella di approdare nel porto di Lipari. Qui si scopre che era una tartana francese, denominata S. Bartolomeo, carica di frumento, diretta a Messina. E quando si seppe che Bartolomeo era anche il nome del proprietario, subito si gridò al miracolo e comprato tutto il grano, “si rimediò alle communi miserie per qualche tempo”. E si tratta, questo del vascello pieno di grano, del miracolo più popolare fra gli eoliani assieme a quello dell’arrivo delle reliquie del Santo. A memoria di esso nel 1930 i liparesi fecero realizzare il cosiddetto “vascelluzzo” in oro ed argento, un reliquiario che conserva un lembo di pelle del Santo.Comunque al di là della verità storica,sul portale sta scritto: “Piacque a Dio e a S. Bartolomeo togliere la carestia dalla città con un evidente miracolo”.

 

 

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