L'arrivo degli Eoli

La crisi economica

La recessione economica e demografica dovette manifestarsi proprio con l'avvento dell'età dei metalli, nella seconda metà del terzo millennio, cioè durante l’età del rame che è metallo troppo fragile per potere scalzare subito e totalmente la pietra ed all’inizio della lavorazione del bronzo. Proprio questa convivenza della pietra con i metalli fa si che la crisi sia lenta anche se progressiva ed inesorabile visto che l'economia di Lipari è legata ad una monocultura - quella della produzione e del commercio dell'ossidiana – e fa fatica a diversificarsi e riconvertirsi. Più duttile è invece l’economia di Salina - allora circa 200 abitanti contro i mille di Lipari - che può contare su una terra più generosa, su coltivazioni più redditizie, su selvaggina abbondante e su ricche sorgenti d’acqua [1].

Quanto dura questa crisi? Probabilmente mezzo millennio a partire dal 2600. Infatti proprio negli anni a cavallo fra il III ed il II millennio incontriamo un nuovo periodo di forte fioritura. Questo risveglio sembra coincidere con una nuova trasmigrazione di gente che giunge dall'oriente: sono gli Eoli che daranno il loro nome alle Eolie. Probabilmente è proprio l'avvento dell'era dei metalli- e soprattutto la scoperta del bronzo che deriva dalla fusione del rame con lo stango - che mette le popolazioni in movimento alla ricerca di aree più ricche di risorse o collocate strategicamente. Inoltre dovettero contribuire non poco anche alcuni progressi avvenuti nel campo della navigazione grazie alla maggiore capacità di lavorare il legno, a metodi migliori per saldare le connessioni, a tessuti più grandi e più solidi da adoperare come vele [2]. Comunque è proprio in questo periodo che sta a cavallo dei due millenni che si sviluppa una fase di grandi trasmigrazioni che investono tutto il mondo e procedono, in genere, da est verso ovest..

Le grandi trasmigrazioni

 

Prima di noi, è la penisola greca ad accogliere ondate successive di popoli che incalzano e sospingono in avanti quelli che erano giunti prima. Proprio nel II millennio si stanzieranno sul suo territorio popolazioni indoeuropee provenienti da oriente, probabilmente dalle coste dell'Anatolia sul Mar Nero, ribattezzando la penisola col nome di Ellade. Così prima giungono gli ioni, quindi gli eoli e gli achei. Infine, ma siamo già nel 1150, giungeranno i dori.

Mentre gli ioni occupano l'Attica, gli achei (conosciuti anche col nome di micenei) il Peloponneso entrando in rapporti commerciali con la civiltà cretese, gli Eoli si stabiliscono nella Beozia e nella Tessaglia oltre che nella zona mediana della Grecia, su tratti della costa dell‘Asia Minore ed in diverse isole greche. E saranno essi che si spingeranno oltre che sulle coste ioniche dell'Italia anche fino alle Eolie per proseguire verso la Campania e la Toscana. Da noi giungono prima, probabilmente, con missioni esplorative, poi per realizzare - come sarà anche per Malta - presidi che favoriscano le rotte commerciali ed infine, proprio in relazione a questi presidi si creano insediamenti più stabili. Anzi proprio le Eolie e Malta rappresenteranno per gli Eoli le principali stazioni di transito e di commercio della loro imponente rete marinara.

Insediamenti degli Eoli

La prima scelta sarà naturalmente la rocca di Lipari, poi le altre isole - a Stromboli nel 1980 viene alla luce, nei presi della chiesa di S. Vincenzo, un villaggio preistorico di capanne risalenti alla prima metà del II millennio a.C. - ed in particolare Capo Graziano a Filicudi. E proprio da Capo Graziano questa nuova cultura delle Eolie prende il nome.

                                                                                                    

 

Il nome Eoli secondo la tradizione deriverebbe da Eolo Eponimo, figlio di Elleno e patriarca degli Elleni cioè dei popoli che emigrarono dall'Anatolia verso la Grecia dando vita all'ondata degli Ioni, degli Achei e quindi degli Eoli. Da noi la loro presenza, in un modo o nell'altro si estende lungo circa mille anni: dal XXI secolo all'XI a.C.

La tazza di Filicudi

                                                                       

 

Uno dei manufatti più antichi e interessanti rinvenuti alle Eolie e precisamente a Filicudi nella zona detto Filo Braccio è la tazza emisferica che potrebbe risalire al XX-XIX secolo a,C. la cui forma, nell’insieme, “non trova confronto nell’ambito eoliano”. I disegni sulla tazza potrebbero raccontare – come ipotizza M.C. Martinelli [3] - “un evento di particolare importanza tale da essere tramandato”, possibilmente un momento di migrazione da o verso le isole. Al centro del racconto vi sarebbe una figura umana a braccia e mani aperte, disposto nella postura orante, circondato da barche fra cui una rappresentata al momento dell’attracco con i remi sollevati .



[1] G. Iacolino, op.cit., pag. 24-25.

[2] G. Iacolino, op.cit., pag. 33. H.W.Van Loon, Soria ella navigazione, op.cit. pa. 43,

[3]C.Martinelli e altri, Nuove ricerche nell’insediamento dell’istmo di Filo Braccio a Filicudi. Nota preliminare sugli scavi del 2009, ORIGINI XXXII, Nuova Serie IV, 2010, 285-314.



 

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