Una intervista di Emilio Settimelli al Vescovo Mons. Re

Nell'articolo che alleghiamo pubblichiamo una intervista del 1952 dello scrittore e giornalista Emilio Settimelli al Vescovo di Lipari Mons. Re.  Del Vescovo Re in questo Archivio se ne parla abbondantemente, ma chi era Emilio Settimelli? Che ci faceva a Lipari nel 1952 ? E da dove nasceva la familiarità c ol Vescovo che traspare dall'articolo?

Emilio Settimelli nacque a Firenze il 2 agosto del 1891 e morì a Lipari il 12 febbraio del 1954. Prende a lavorare sulla rivista “La difesa dell’arte” poi nel 1913 fonda le riviste “Il Centauro” e “La rivista”. Nel 1914 si avvicina al  fondatore del futurismo Marinetti a cui lo accomuna l’interesse per il teatro. Nel 1915 firma con Marinetti e Corra il “Manifesto del teatro futurista sintetico” e sulle pagine de “L’Italia Fututurista”, fondata con Corra nel 1916, pubblica e firma i manifesti “La scienza futurista” e “La cinematografia futurista”, (1916). Nello stesso periodo pubblica i volumi “Avventure spirituali” (1916), “Mascherate futurista” (1917) e “Inchiesta sulla vita italiana” (1919).

Nel 1918 si trasferisce a Roma e fonda con Carli e Marinetti “Roma futurista”, organo del partito politico futurista. Sempre con Carli dirige la rivista “Dinamo” (1919) e partecipa alla Grande esposizione nazionale futurista di Milano.

Aderisce al fascismo e nel 1921 si allontana dal movimento futurista perché in disaccordo con il fondatore. Un dissidio destinato ad approfondirsi fino a culminare nella sua scomunica che Marinetti proporrà al congresso degli scrittori di Bologna nel 1933. Nel 1923 dirige, sempre con Carli, “L’Impero”, quotidiano gradito a Mussolini. Le opere di questo periodo rispecchiano le sue scelte politiche: “Benito Mussolini” (1922), “Colpo di stato fascista” (1922), “Gli animatori – B.Mussolini” (1925). Parlando di Mussolini nel libro a lui dedicato Settimelli lo paragona ad un condottiero, affermando che possedeva un enorme magnetismo personale  e che “i suoi occhi che vi sparano addosso degli sguardi magnetici sono fatti per il comando”( v. Luisa Passerini, Mussolini immaginario. Storia di una biografia 1915-1939. Laterza, Bari, 1991 pag. 202; Simonetta Falasca Zampone, Lo spettacolo del fascismo, Rubettino editore, pag.88). L’intesa finisce a causa della pubblicazione di opuscoli fortemente anticlericali che, insieme ad una lettera di aspra critica nei confronti dell’operato di alcuni gerarchi fascisti, costano a Settimelli cinque anni di confino. Ed alcuni mesi di questo confine lo scrittore li trascorse a Lipari nel 1937. Tornò a Lipari, con la famiglia all’inizio degli anni 50 dove vi morì.

L’articolo che alleghiamo Settimelli lo scrive nel 1952 per il Corriere di Sicilia cioè nel secondo e ultimo soggiorno liparese. E’ un bel ritratto del Vescovo di Lipari mons. Salvatore Bernardino Re che era tornato proprio il giorno prima dal suo viaggio in Australia dove era andato a trovare gli eoliani là emigrati, ma è anche una testimonianza che l’anticlericalismo che nel 1937 era stato fra le cause del suo confine ora era del tutto scomparso.

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